Proporre la giusta illuminazione per gli ambienti industriali e logistici

27/11/2019

Autore: Giacomo Marini, Specialista illuminotecnico Elettroveneta Udine

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Per una corretta proposta illuminotecnica di un impianto industriale o logistico bisogna innanzitutto esaminare bene le condizioni e le caratteristiche proprie dell’ambiente. Recentemente si è evoluto un approccio Human Centred Lighting (HCL); dove le esigenze psicofisiche del lavoratore vengono messe in primo piano.

Un impianto ben progettato e realizzato deve soddisfare vari parametri:

-Sicurezza: si deve garantire un livello di illuminazione utile allo svolgimento del compito lavorativo in totale sicurezza; pertanto rispettando i valori di illuminamento minimi richiesti dalle norme e andando contemporaneamente a garantire agli operatori di operare al meglio delle loro capacità.

-Flessibilità: intesa come capacità di adattarsi a tutte le situazioni lavorative senza interrompere le attività produttive, per esempio dando la possibilità di regolare in intensità luminosa alcuni zone dove o reparti ove si svolgono di compiti di precisione.

-Efficienza: per ottenere tale scopo, ovviamente si devono prediligere i corpi illuminanti con maggiore efficienza energetica intrinseca, ma bisogna considerare anche le caratteristiche costruttive, ad esempio corpi illuminanti con ottiche molto diffondenti, tipo corpi illuminati stagni utilizzati per altezze troppo elevate significa sostanzialmente disperdere flusso luminoso.

-Durata: spesso negli ambienti industriali la sostituzione degli apparecchi illuminanti è molto onerosa: normalmente sono in posizione non facilmente raggiungibile o la sostituzione può essere fatta solo al di fuori dagli orari “normali”, è opportuno pertanto considerare apparecchi con “vita utile” elevata. Da evidenziare che normativamente ci sono dei parametri di illuminazione minima da garantire e che non solo lo spegnimento, ma anche una riduzione del flusso luminoso potrebbe non far raggiungere tale valore. Il parametro che indica la durata e il rispetto dell’emissione nel tempo è una sigla costituita dalla lettera L+ numero B+ numero il tutto rapportato ad un’unità temporale:

L indica il calo del flusso percentuale

B seguito da un valore compreso tra 10 e 50 indica la qualità ovvero la percentuale di Led che allo scadere del tempo indicato non mantiene le caratteristiche dichiarate

Pertanto in un apparecchio dichiarato L70/B20

 a 50000 ore l’ottanta percento dei led (B20) presentano un flusso pari al 70% del flusso iniziale. Spesso nella valutazione dei carpi illuminanti tale parametro è sottovalutato in favore del flusso o del prezzo ma invece è importante considerare i costi e l’efficienza dell’impianto nel tempo  

 

Corpi illuminati per siti industriali o logistici criteri di scelta:

I corpi illuminati normalmente utilizzati sono in siti industriali o logistici sono di due tipi:

  • Apparecchi stagni “stagne”
  • Sospensioni industriali stagni “high-bay”

Normalmente le “stagne” vengono utilizzate, per a loro caratteristica di luce diffusa e flussi non elevatissimi, per altezze medio basse (4/5 mt) gli “high-bay” avendo flussi maggiori e ottiche specifiche al di sopra di tali altezze o per specifiche necessità dove torna utile avere delle prestazioni con fasci concentrati o ellittici.

 

Fattori di scelta dei corpi illuminanti

Abbiamo visto che l’altezza di installazione e la durata potrebbero essere già dei parametri che ci orientano nella scelta ma ovviamente da soli non bastano, gli ambienti industriali possono presentare infatti caratteristiche specifiche particolari quindi anche gli apparecchi dovranno essere adeguati all’ambiente di utilizzo.

Possiamo trovarci infatti in ambienti con presenza di agenti chimici che potrebbero danneggiarli, per fare qualche esempio:

 

Applicazione

agenti chimici

Schermo e corpo policarbonato

Corpo

alluminio

 Schermo suggerito

Stalle per bestiame pollame

ammoniaca 5%

non resistente

resistente

vetro

lavorazione alimenti

oli alimentari

non resistente

resistente

PMMA acrilico

lavorazione bevande

acido carbonico

non resistente

resistente

PMMA

lavaggio auto camion

petroli

non resistente

resistente

vetro

 

Quindi è fondamentale considerare anche la struttura fisica dei corpi illuminanti, dalla tabella sopra riportata si evince ad esempio che la classica “stagna” in policarbonato non sempre rappresenta la scelta migliore.

Altro fattore importante e spesso trascurato è la reale temperatura presente nella posizione di installazione del corpo illuminante (spesso molto più elevata di quella ambiente) dovuta per esempio all’irraggiamento termico della copertura del edificio o per eventuali attività produttive presenti. Esistono corpi illuminati specifici per tali zone con raffreddamento maggiorato. Da ricordare che le alte temperature del corpo illuminante è la maggiore causa del decadimento luminoso dei Led.

Un altro parametro importante è efficienza luminosa espressa in lumen/watt: la capacità quindi di generare luce in funzione del consumo energetico. Ovviamente più il valore sarà elevato meno consumo avremmo a parità di luce.

Per capire la “potenza” luminosa di un corpo illuminante ci affidiamo ai lumen dichiarati dal costruttore, attenzione che potremmo trovare sia il valore dei lumen nominali (emessi dallo sorgente) sia quelli uscenti (quelli che effettivamente escono dopo aver attraversato ottiche o lo schermo) dobbiamo ovviamente tenerne conto in un eventuale confronto tra apparecchi.

La costante evoluzione tecnologica del settore ha reso disponibili anche prodotti in grado di poter realizzare illuminazioni energicamente efficienti non solo in quanto con più alto rapporto luce/consumo, ma in grado di auto regolarsi, spegnersi od accendersi se inseriti in opportuni sistemi digitali comandati da rivelatori di luce o presenza.

Tutto questo può essere realizzato non solo nel caso di un impianto nuovo ma anche nel caso di un retrofit luminoso per impianti esistenti privi dei conduttori di comando utilizzando reti Wi-Fi autonome che ne permettono la gestione dell’impianto

Un’opportunità ulteriore per ottenere l’efficientamento energetico sotto il profilo della gestione della luce.

Ormai è superfluo andare a confrontare in quanto tempo un impianto Led si ripaghi rispetto ad un sistema tradizionale, ma potrebbe essere interessante il confronto tra un impianto con apparecchi led tipo on/off e sistemi auto regolanti intelligenti.

Un’ultima considerazione, spesso si trovano proposte di relamping di corpi illuminanti obsoleti con sorgenti tradizionali da trasformare a sorgenti Led, un aspetto importante da considerare tener conto che oltre agli eventuali problemi dovuti alla responsabilità di una eventuale modifica dell’apparecchio si vanno ad alterare anche i parametri luminosi dell’impianto, portando potenzialmente fuori norma tutto l’impianto con le possibili conseguenze del caso.

Concludendo, per una buona proposta illuminotecnica sono da capire bene le esigenze e le peculiarità dell’ambiente da illuminare, andando ad utilizzare prodotti mirati. Le nuove tecnologia ci aiutano sempre di più a realizzare sistemi intelligenti semplici e funzionali spesso anche gestibili tramite applicazioni smart, consentendoci di aggirare problemi di connessione e gestione anche in impianti obsoleti. Pertanto è importante nel caso di rinnovo impianto, non cadere nell’errore della semplice sostituzione puntuale e nella progettazione ex novo utilizzare prodotti tecnologicamente ed qualitativamente avanzati.

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