La Videosorveglianza in ambito condominiale

11/04/2018

Autore: Avv. M. Soffientini

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Come noto, con l’approvazione della legge 11 dicembre 2012, n.220, entrata in vigore il 18 giugno 2013, sono cambiate le regole sul condominio contenute nel codice civile. La riforma ha introdotto diverse novità ad impatto “privacy”.

L’applicazione della disciplina privacy alla videosorveglianza in ambito condominiale richiede preliminarmente di distinguere il caso in cui siano i singoli condomini ad installare le telecamere da quello in cui sia l’intera compagine condominiale ad effettuare l’installazione del sistema di videosorveglianza.

 

  • L’impianto di Videosorveglianza è installato dal singolo condomino

L’ipotesi in esame riguarda il caso di un impianto di videosorveglianza installato dal singolo condomino, per fini esclusivamente personali e al di fuori di una autorizzazione dell’assemblea condominiale.

Sul punto il Garante con il provvedimento 08 aprile 2010 ha rilevato che:

L'installazione di sistemi di videosorveglianza -come si rileva dall'esame di numerose istanze pervenute all'Autorità- viene sovente effettuata da persone fisiche per fini esclusivamente personali. In tal caso va chiarito che la disciplina del Codice non trova applicazione qualora i dati non siano comunicati sistematicamente a terzi ovvero diffusi, risultando comunque necessaria l'adozione di cautele a tutela dei terzi (art. 5, comma 3, del Codice, che fa salve le disposizioni in tema di responsabilità civile e di sicurezza dei dati). In tali ipotesi possono rientrare, a titolo esemplificativo, strumenti di videosorveglianza idonei ad identificare coloro che si accingono ad entrare in luoghi privati (videocitofoni ovvero altre apparecchiature che rilevano immagini o suoni, anche tramite registrazione), oltre a sistemi di ripresa installati nei pressi di immobili privati ed all'interno di condomini e loro pertinenze (quali posti auto e box). Benché non trovi applicazione la disciplina del Codice, al fine di evitare di incorrere nel reato di interferenze illecite nella vita privata (art. 615-bis c.p.), l'angolo visuale delle riprese deve essere comunque limitato ai soli spazi di propria esclusiva pertinenza (ad esempio antistanti l'accesso alla propria abitazione) escludendo ogni forma di ripresa, anche senza registrazione di immagini, relativa ad aree comuni (cortili, pianerottoli, scale, garage comuni) ovvero ad ambiti antistanti l'abitazione di altri condomini.

Provv. 08 aprile 2010 [doc. web n. 1712680], § 6.1.

 

Pertanto, l’installazione di un impianto di videosorveglianza per fini di sicurezza di persone e cose da parte di un condomino non è soggetto ad autorizzazione condominiale, purché non riprenda parti comuni, ma spazi di proprietà privata del condomino. (Per una rassegna giurisprudenziale sulle aree comuni - scale, parcheggi comuni, cortili, pianerottoli ecc. - si veda ex pluribus Cass. Pen., sez V, 20 ottobre 1998, n.12751).

 

  • L’impianto di Videosorveglianza è installato dal condominio

Il provvedimento generale in tema di videosorveglianza dell’08 aprile 2010 si occupa delle riprese nelle aree condominiali comuni e afferma che:

Qualora i trattamenti siano effettuati dal condominio (anche per il tramite della relativa amministrazione), si evidenzia che tale specifica ipotesi è stata recentemente oggetto di una segnalazione da parte del Garante al Governo ed al Parlamento; ciò in relazione all'assenza di una puntuale disciplina che permetta di risolvere alcuni problemi applicativi evidenziati nell'esperienza di questi ultimi anni. Non è infatti chiaro se l'installazione di sistemi di videosorveglianza possa essere effettuata in base alla sola volontà dei comproprietari, o se rilevi anche la qualità di conduttori. Non è parimenti chiaro quale sia il numero di voti necessario per la deliberazione condominiale in materia (se occorra cioè l'unanimità ovvero una determinata maggioranza).

Provv. 08 aprile 2010 [doc. web n. 1712680], § 6.2.2.2.

 

La recente riforma ha introdotto l’articolo 1122-ter, dedicato agli impianti di videosorveglianza sulle parti comuni, disponendo che le deliberazioni concernenti l’installazione sulle parti comuni dell’edificio di impianti volti a consentire la videosorveglianza sono approvate dall’assemblea con la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell’edificio.

Una volta che l’impianto è stato autorizzato dall’assemblea, il condominio, per il tramite dell’amministratore, dovrà porre in essere tutti gli adempimenti previsti dal provv. 08.04.2010 dell’Autorità Garante in tema di videosorveglianza.

Pertanto, dovrà:

  • Rispettare la disciplina sul controllo a distanza dell’attività lavorativa a norma dell’art. 4 della L. n.300/1970 (c.d. Statuto dei Lavoratori). Si pensi, ad esempio, all’attività lavorativa svolta da eventuali custodi (Vedi provv. 19 febbraio 2009 [doc. web n. 1601674].);
  • Adottare idonea cartellonistica, da posizionare prima del raggio d’azione delle telecamere, al fine di informare le persone sulla presenza delle telecamere. I cartelli, qualora l’impianto fosse in funzione anche di notte, dovranno essere visibili;
  • Determinare i tempi di conservazione delle immagini;
  • Nominare i soggetti (ad esempio i custodi) che hanno accesso alle immagini, quali responsabili o incaricati del trattamento (ai sensi degli artt. 29 e 30 del Codice Privacy);
  • Sottoporre a verifica preliminare da parte dell’Autorità Garante l’impianto nei casi previsti dalla disciplina privacy;
  • Custodire in maniera adeguata le apparecchiature di registrazione e adottare tutte le misure di sicurezza minime ed idonee, al fine di ridurre i rischi di distruzione, di perdita e di accesso non autorizzato ai dati videoregistrati;
  • Applicare credenziali di autenticazione per accedere alle immagini.

Un’ultima annotazione va dedicata ai videocitofoni. Per effetto dell’evoluzione tecnologica, ne esistono oggi modelli molto evoluti, paragonabili a mini impianti di videosorveglianza. Il tema non è sfuggito al Garante che ha avuto modo di precisare come: I moderni videocitofoni, così come altre apparecchiature che rilevano immagini o suoni, anche tramite registrazione, possono talvolta essere equiparati ai sistemi di videosorveglianza. In questo caso valgono le stesse regole previste dal Codice della privacy e dal provvedimento generale del Garante in tema di videosorveglianza. Tali disposizioni non si applicano quando il sistema è installato da persone fisiche per fini esclusivamente personali e le immagini non sono destinate alla comunicazione sistematica o alla diffusione (ad esempio su Internet). Per le stesse ragioni, se il videocitofono è installato da un singolo o da una famiglia per finalità esclusivamente personali, la presenza dell’apparecchio di ripresa non deve essere segnalata con un apposito cartello. (Fonte: Garante - vademecum, “Il condominio e la Privacy” pag. 17).

 

L’Avv. Marco Soffientini, docente Ethos Academy, 9.30 alle 11.30 del 21 aprile si occuperà della videosorveglianza in ambito condominiale e di molti altri temi nel convegno “Privacy e videosorveglianza alla luce del nuovo regolamento europeo”. Test finale facoltativo per ottenere un attestato a matrice TüV Italia e crediti formativi per Periti Industriali (sette).

 

Scopri nel dettaglio il programma del Convegno e iscriviti su: http://www.eventoelettromondo.it/Convegni.aspx?con=3&f=ETHOS#workshop

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