La videosorveglianza ha bisogno dell'IoT

22/02/2019

Autore: Ing. Massimiliano Cassinelli

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“Le telecamere di videosorveglianza non servono!” Una simile affermazione, ascoltata più volte, è frutto della proliferazione delle telecamere, che non possono essere controllate in tempo reale. Così, oltre all'effetto deterrente, simili soluzioni sono soprattutto un eccellente supporto per gli investigatori.

Un tale limite è stato superato dalle “telecamere intelligenti”, corredate da software in grado di analizzare i movimenti e riconoscere situazioni anomale, inviando segnali di allerta. Tipico il caso delle telecamere che identificano l'accesso in zone proibite, ma capaci di riconoscere persino la presenza di persone che corrono o che alzano le mani perché minacciate.

Simili soluzioni, però, si rivelano troppo costose per le installazioni domestiche, che continuano a operare in modo tradizionale. La svolta arriva dall'Internet delle Cose, ovvero la possibilità di collegare le apparecchiature alla Rete.

 

Internet of Things: massimizzare la videosorveglianza

Proprio l'integrazione tra IoT e videosorveglianza sta modificando radicalmente il concetto di sicurezza e comfort. Integrando i diversi impianti presenti in un edificio, che possono dialogare tra loro, è possibile riconoscere le effettive situazioni di pericolo e massimizzare l'efficacia dei sistemi di videosorveglianza.

 

Un esempio aiuta a comprendere meglio questa affermazione: negli impianti di antintrusione tradizionali, a fronte di un allarme, l'utente riceve una telefonata di segnalazione. Se possiede un sistema di videosorveglianza, accessibile dall'esterno, inizia a visionare tutti i filmati per comprendere cosa sta effettivamente accadendo. Una simile operazione richiede però molto tempo e, non raramente, è scatenata da falsi allarmi.

 

Al contrario, in un sistema integrato, i dati raccolti dai sensori di movimento sono messi a confronto con quelli dei sensori di chiusura di porte e finestre, ma anche con la registrazione del videocitofono, con i sensori di movimento delle telecamere e con i sensori di temperatura e allagamento domestico. In questo modo, al verificarsi di una situazione anomala, vengono incrociati i diversi dati raccolti. La segnalazione è così dettagliata e l'utente vedrà comparire, immediatamente, le immagini della telecamera che inquadra l'area in cui è stata rilevata un'anomalia. A questo punto, vedendo con certezza quanto sta accadendo, può attivare le procedure adeguate alla situazione. In particolare, a fronte di un effettivo tentativo di intrusione, oltre ad allertare le forze dell'ordine, può accendere tutte le luci, ma anche attivare l'irrigazione del giardino (per creare difficoltà a chi si sta muovendo in quell'area), oppure forzare la chiusura di tapparelle e cancelli motorizzati.

 

IoT: un vero aiuto alla sicurezza delle persone

L'integrazione di IoT e videosorveglianza si rivela efficace anche nell'ambito dell'assistenza alle persone anziane o parzialmente autonome. I sensori nell'ambiente domestico, infatti, sono in grado di segnalare anomalie che possono essere immediatamente visualizzate sullo schermo di un display. Ad esempio, se nelle ore diurne non rilevano nessun movimento oppure un rubinetto rimane aperto per un tempo eccessivo, viene abilitata l'accensione di una telecamera. Allo stesso modo, per contrastare le truffe ai danni delle persone anziane, l'utilizzo del citofono e l'apertura della porta di ingresso attivano la videocamera di sorveglianza, che consente ad un familiare di verificare chi sta accedendo all'abitazione.

Queste soluzioni, grazie alla possibilità di inviare tutti i dati ad un'unica piattaforma, sono destinate a crescere e ad arricchirsi progressivamente nei prossimi anni.

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