La sicurezza viaggia sui cavi

06/02/2018

Autore: Ing. Alessia Varalda

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Negli ultimi mesi si è sentito molto parlare di cavi conformi e non, regolamenti, resistenza al fuoco, sicurezza delle costruzioni e ovviamente varianti normative.

Il primo luglio 2017 è di fatto entrato in vigore il Regolamento Prodotti da Costruzione UE 305/2011 - noto come Regolamento CPR - che riguarda tutti i prodotti fabbricati per essere installati o utilizzati in modo permanente negli edifici industriali e commerciali, uffici, ospedali, scuole, abitazioni.

Questo regolamento introduce nuovi obblighi di Legge nell’utilizzo dei cavi elettrici per l’energia e la trasmissione dati al fine di garantirne caratteristiche e prestazioni per una maggiore sicurezza delle costruzioni.

La progettazione e l’installazione degli impianti elettrici a regola d’arte, con componenti sicuri e di qualità secondo il Regolamento CPR, può garantire una riduzione della propagazione del fuoco, l’oscuramento degli ambienti invasi dal fumo e la diffusione di gas corrosivi e tossici.

Per tutti i prodotti da costruzione, il Regolamento CPR fissa 7 caratteristiche:

1 Resistenza meccanica e stabilità;

2 Sicurezza in caso di incendio;

3 Igiene, salute e ambiente;

4 Sicurezza e accessibilità all’uso;

5 Protezione contro il rumore;

6 Risparmio energetico e ritenzione del calore;

7 Uso sostenibile delle risorse naturali.

I vantaggi che derivano dall’adottare questo Regolamento sono molteplici, tra i

più importanti la tracciabilità dei prodotti grazie alla documentazione che li accompagna, l’affidabilità, la sicurezza e la qualità dei prodotti.

Requisiti CPR per i cavi

Per i cavi la Commissione Europea ha deciso di considerare la reazione e la resistenza al fuoco in caso di incendio: questo equivale a innalzare il livello di sicurezza e qualità garantendo che tutti i cavi utilizzati assicurino un livello minimo di prestazioni in relazione alla reazione al fuoco e al rilascio di sostanze pericolose.

Quindi tra le 7 caratteristiche del Regolamento, i cavi seguono solo i punti 2 e 3: la capacità del cavo di non propagare la fiamma e non emettere fumi opachi e gas acidi, oltre alla possibilità di continuare a funzionare anche se sottoposto all’azione del fuoco.

Tutti i cavi installati permanentemente nelle costruzioni, destinati al trasporto di energia o trasmissione dati, di qualsiasi livello di tensione e con conduttori metallici o fibra ottica, devono essere classificati in base alle classi dell’ambiente d’installazione.

Classificazione cavi CPR

I cavi sono classificati in 7 classi di Reazione al Fuoco, identificate, in funzione delle loro prestazioni decrescenti, da una lettera seguita dal pedice “ca” (cable): Aca, B1ca, B2ca, Cca, Dca, Eca, Fca.

A ogni classe sono assegnate soglie minime per il rilascio di calore e la propagazione della fiamma.

Tra gli obblighi:

  • Marcatura CE – Rilasciata dal produttore definisce che il prodotto è conforme alle direttive vigenti
  • Dichiarazione di Prestazione (DoP) – È il documento che descrive le prestazioni dei prodotti da costruzione in relazione alle caratteristiche per le quali il produttore si assume la responsabilità della conformità del prodotto
  • Sistema di valutazione e verifica della costanza delle prestazioni (AVCP) – Un organismo certificato controlla e attesta l’appartenenza di un cavo a una classe e la costanza delle prestazioni.

È bene sottolineare che, come previsto dalla norma armonizzata EN 50575, tutti i cavi devono essere marcati con una identificazione di origine (nome del produttore o del suo marchio di fabbrica), la descrizione del prodotto o la sigla di designazione e la classe di reazione al fuoco.

Possono poi essere presenti informazioni aggiuntive come anno di produzione, certificazione volontaria ecc.

Il Regolamento CPR coinvolge tutti gli operatori della filiera: dai produttori di cavi ai distributori, dagli installatori ai progettisti.

Articolo redatto dall'Ing. Alessia Varalda, Ingegnere elettrotecnico, writing and editor consulting, per ELETTROVENETA SPA - FERRI COM.

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