LA SICUREZZA IN PRIMO PIANO: gli obblighi e le responsabilità civili e penali nella videosorveglianza.

13/04/2018

Autore: Avv. R. Rapicavoli

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LA SICUREZZA IN PRIMO PIANO: gli obblighi e le responsabilità civili e penali nella videosorveglianza. 

 

Protagonista assoluta della terza giornata di Elettromondo (in Fiera a Padova, pad.7 dal 19 al 21 aprile 2018) sarà la sicurezza.

Avvocati esperti in materia approfondiranno i temi della privacy e della videosorveglianza, alla luce del Nuovo Regolamento Europeo sulla protezione dei dati, e a seguire degli obblighi e delle responsabilità civili e penali nella videosorveglianza. 

L’Avv. Roberta Rapicavoli, docente Ethos Academy, dalle 11.30 alle 13.30 del 21 aprile, affronterà il tema della responsabilità penale dell’installatore di un sistema di videosorveglianza.

 

L’installatore potrebbe integrare, con la sua condotta, alcune fattispecie di reato.

Si pensi, ad esempio, al caso in cui l’installatore trascurasse di porre in essere gli ordinari accorgimenti e di operare secondo le misure e gli standard tecnici richiesti nel fissaggio di una telecamera, così determinando la caduta dell’apparecchio su un passante e il decesso o le lesioni di quest’ultimo.

In questo caso tale condotta colposa integrerebbe, rispettivamente, il reato dell’omicidio colposo (previsto dall’art. 589 del codice penale) e di lesioni personali colpose (previsto dall’art. 590 del codice penale).

Se il reato è realizzato attraverso il contributo (morale o materiale) di più soggetti, allora ciascuno di essi risponderà a titolo di concorso.

Una responsabilità a titolo di concorso dell’installatore potrebbe configurarsi con soggetti che svolgono la stessa attività (più dipendenti della stessa ditta di installazione) o attività diverse (progettisti o direttore dei lavori). E potrebbe configurarsi anche con lo stesso committente.

Proprio in ordine alla possibile configurabilità di una responsabilità del committente e dell’installatore, si pensi al reato di interferenze illecite nella vita privata (previsto dall’art. 615-bis codice penale), che si configurerebbe nel caso, ad esempio, di videoriprese effettuate attraverso apparecchi nascosti all’interno di abitazioni private o di uffici personali o ambienti quali spogliatoi o servizi igienici.

 

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