Illuminazione di giardini e aree verdi

03/07/2018

Autore: Giacomo Marini – ufficio illuminotecnico Elettroveneta Udine

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Negli ultimi anni si registra un interesse e un’attenzione crescente verso l’outdoor, ovvero verso le aree esterne delle nostre abitazioni, sia in termine di estetica che di fruizione.

È dimostrato che vivere in aree circondate dal verde migliora la qualità della vita riducendo lo stress e migliorando l’umore.

Lo spazio esterno all’abitazione, che funge da connessione con la natura, può diventare un’estensione importante dell’unità abitativa, che in quest’ultimi anni si è notevolmente ridotta, e merita di essere sfruttato al meglio in qualsiasi momento della giornata e stagione. Si viene quindi a creare l’esigenza di un’illuminazione specifica per questo tipo di ambiente.

La maggiore consapevolezza verso le aree esterne è stata sottolineata anche recentemente  dal Bonus Verde per il 2018, che incentiva la sistemazione del verde di aree scoperte di pertinenza dell’unità  abitative immobiliari private di qualsiasi genere come terrazzi, giardini e balconi (anche condominiali).

Per gestire al meglio l’illuminazione di questo spazio dobbiamo innanzitutto individuarne le diverse esigenze.

L’illuminazione funzionale consente di raggiungere in sicurezza l’ingresso dell’abitazione, di muoversi nelle vare zone del giardino, di riconoscere una persona; più in generale consente di fruire in modo sicuro dello spazio esterno. L’Illuminazione scenografica crea atmosfera, valorizza esteticamente gli elementi architettonici, i manufatti e gli elementi naturali come alberi e arbusti, consentendo di creare giochi chiaroscurali sempre nuove grazie agli effetti di luci e ombre. Uno spazio esterno confortevole e sicuro in cui trascorrere piacevolmente il proprio tempo richiede una progettazione sapiente, in grado di coniugare funzionalità ed espressività.

La sicurezza dell’impianto è un altro aspetto fondamentale, da tenere in considerazione.

Per realizzare correttamente un impianto esterno è necessario rispettare alcuni requisiti minimi, quali:

  1. Utilizzo di apparecchi marchiati CE, che rispondano alle direttive europee e che rispettino le norme di sicurezza elettrica. Gli apparecchi installati in esterno dovranno presentare corretti valori di protezione, identificati dal grado di IP ( CEI 70-1, norma italiana); da determinare in base alla posizione di installazione. A seconda dell’uso si ricorre normalmente all’impiego di apparecchi di IP compreso tra IP44 (protezione dagli spruzzi) e IP68 (ideale per l’immersione). In alcuni casi è necessario che il prodotto presenti un IK (grado di resistenza meccanica agli urti, secondo CEI 70-30) adeguato a resistere a determinate sollecitazioni (come ad esempio la tenuta al ribaltamento dei paletti o la resistenza ad atti vandalici). Infine, trattandosi di apparecchi esposti permanentemente ai raggi ultravioletti del sole o alle intemperie quali pioggia, gelo, umidità, e sottoposti all’azione di agenti corrosivi quali salsedine, cloro, fertilizzanti, dovranno avere caratteristiche tali da essere in grado sopportare il più a lungo possibile tutti questi fattori. A tal proposito è bene verificare la zona di installazione: ad esempio nelle località marine è opportuno che il materiale o la verniciatura dei prodotti siano adatti a tale condizione.
  2. Rispetto delle normative che riguardano l’inquinamento luminoso. Premesso che non esiste una norma Nazionale, le norme che trattano in modo diretto o indiretto l’illuminazione di esterni sono: UNI10819, UNI10439, UNI9316. Attualmente sono 15 le regioni che si sono dotate di leggi regionali specifiche in materia. Le più significative (e con elementi comuni tra le diverse regioni) riguardano: 1) l’applicabilità dei provvedimenti a tutti i nuovi impianti pubblici e privati; 2) la limitazione entro 0 cd/km delle immissioni luminose a 90 gradi ed oltre (no emissione luminosa verso l’alto); 3) l’obbligo di illuminare edifici e monumenti dall’alto verso il basso, con gli stessi limiti precedenti alle immissioni luminose verso l’alto, tranne che nel caso di comprovata impossibilità (in questo caso però il fascio deve rimanere entro i limiti della superficie illuminata); 4) l’obbligo di impiegare lampade con la più alta efficienza possibile. Rispettare tali normative contribuisce a migliorare la visione dei corpi celesti e a ridurre gli sprechi energetici.

Stabilito quale tipo di effetto di vuole ottenere, consci delle norme da seguire e individuato il tipo di illuminamento necessario possiamo iniziare a “progettare” l’illuminazione dell’area verde.

Attualmente la tecnologia led ha ampliato enormemente la gamma dei corpi illuminanti. Disponendo di una sorgente molto più piccola, efficiente e tale da produrre meno calore, i produttori hanno potuto realizzare corpi illuminanti di dimensioni più ridotte e di più facile installazione, senza rinunciare all’effetto estetico. L’introduzione nel mercato di questi prodotti ha consentito il passaggio da un’illuminazione prettamente funzionale, basata sull’effetto tutto acceso o tutto spento ottenuto con pochi elementi di grande potenza luminosa (con conseguenti effetti di abbagliamento) ad un’illuminazione mirata e diffusa, in grado di coniugare funzionalità, comfort e gusto estetico.

La regola d’oro per ottenere un buon effetto luminoso è mantenere un rapporto di luminosità non troppo diverso tra le varie zone (possibilmente sull’ordine 1:5), evitando gli abbagliamenti diretti. Troppo spesso, invece, si tende a valutare il corpo luminoso in base alla sua luminosità intrinseca (che si traduce in abbagliamento), senza considerare che lo scopo finale è illuminare in modo uniforme la zona di pertinenza.

Così come per gli interni, si rende necessaria la presenza di un progetto specifico per l’illuminazione delle aree esterne, che, se ben gestito, consente di ottenere anche un risparmio economico: si pensi per esempio al vantaggio di utilizzare corpi incassati  nelle mura  di recinzione piuttosto che ricorrere all’installazione di apparecchi a palo (considerevolmente più costosi) oppure all’opportunità di sfruttare i lavori di scavo già previsti piuttosto che trovarsi a dover creare a posteriori punti luce non previsti.

Esistono diverse tipologie di corpi illuminanti utilizzabili per illuminare le aree esterne:

  • Incassi a suolo, per ottenere effetti di illuminazione dal basso verso l’alto (comunque nel rispetto della norma precedentemente citata): la categoria è piuttosto ampia e spazia dai segnapasso ad apparecchi più performanti in grado di proiettare luce per diversi metri;
  • Apparecchi da parete e da soffitto, per illuminare la zona creando al contempo giochi di luce scenografici;
  • Apparecchi a palo, utili per segnalare un percorso oppure, nel caso di paletti di altezza maggiore, per illuminarlo completamente;
  • Apparecchi da immersione, adatti all’illuminazione di fontane e piscine.

All’interno di ciascuna famiglia sono individuabili moltissimi modelli con caratteristiche anche molto diverse tra loro: è pertanto necessario documentarsi al fine di individuare il prodotto più adeguato in base alle esigenze specifiche.

Non va dimenticato inoltre l’aspetto della qualità: è fondamentale che il prodotto presenti non solo una buona fattura ma anche caratteristiche tali da consentirne una facile manutenzione o sostituzione (che potrebbe diventare anche molto costosa, specialmente laddove sono previste installazioni in luoghi incassati o in superfici non facilmente raggiungibili).

 

L’impianto di illuminazione esterno, se ben realizzato seguendo gli accorgimenti sopra descritti, può diventare davvero il “biglietto da visita” della nostra abitazione, caratterizzando con i nostri gusti e la nostra personalità uno spazio che rischierebbe di apparire anonimo e aumentando al contempo la sicurezza dell’intera zona nelle ore notturne.

 

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