Come sarà la smart home del futuro?

28/08/2019

Autore: Petra Invernizzi

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Interconnessione, comandi vocali e intelligenza artificiale: sono le parole chiave per la smart home del futuro

In base alle previsioni degli analisti di mercato, nei prossimi anni la crescita delle case intelligenti (o smart home) sarà dirompente. In particolare, Zion Market Research sostiene che il mercato globale arriverà a 53,45 miliardi di dollari entro l’anno 2022. Ma come sarà la smart home del futuro? Quali sono le tendenze e le tecnologie su cui si sta lavorando maggiormente? E come cambierà il nostro modo di abitare?

Una casa sempre più connessa, grazie all’IoT

Mentre agli inizi la maggior parte delle applicazioni per la smart home si concentrava sulle soluzioni per la sicurezza e il controllo del clima, con dispositivi che fondamentalmente non interagivano tra di loro, oggi la tendenza è quella di un sistema sempre più interconnesso.

Infatti, al crescere della disponibilità di oggetti elettronici intelligenti (smart devices), aumenta anche la necessità di farli interagire l'uno con l'altro, tramite l’Internet of Things (IoT).

L'integrazione e l’interconnessione sono, e saranno sempre più, alla base delle tecnologie per la smart home.

In questo contesto, la connettività rappresenta un fattore chiave. Una connettività che dovrebbe diventare più performante con l’arrivo del 5G che, grazie alla maggiore velocità e alla bassa latenza, consentirà di collegare molti più dispositivi contemporaneamente.

Occorre sottolineare però che, se da un lato le soluzioni connesse offrono numerosi vantaggi, ci sono anche tutta una serie di sfide da affrontare prima che l’IoT possa raggiungere il suo pieno potenziale. 

Innanzitutto, la frammentazione del mercato delle soluzioni. Sicuramente uno standard di dati e comunicazione costituirebbe un vantaggio per tutti – produttori e utenti finali. Altra sfida è la sicurezza informatica che deve diventare sempre più efficace dato che un attacco al sistema può portare all'invasione della privacy e alla perdita di informazioni sensibili.

 

Gli assistenti vocali: perché il futuro è la voce

Gli assistenti vocali come Google Home, Alexa e Amazon Echo sono attualmente i dispositivi smart più ricercati e diffusi. Basti pensare che quasi 40 milioni di americani ormai possiedono uno di questi strumenti, e le vendite sono destinate ad aumentare.

Gran parte della popolarità di questi oggetti è dovuta alla loro capacità di comprendere i comandi vocali e di connettersi facilmente con altri dispositivi, consentendoci di monitorare quasi ogni aspetto di case e edifici – dalla sicurezza al clima, dall’illuminazione agli elettrodomestici.

L'interazione vocale è spontanea perché parlare e chiedere è qualcosa di naturale.

È possibile controllare una stanza o un'intera abitazione, e si possono impostare delle regole automatizzate che si attivano a seconda dello scenario in atto. Un grosso vantaggio è la comodità di poter controllare ogni dispositivo collegato da un'unica applicazione. In questo modo gli assistenti vocali diventano dei veri e propri centri di controllo, e molti scommettono che col tempo andranno a sostituire gli smart hub tradizionali.

L’utilizzo di assistenti vocali non solo può semplificarci la vita, rendendo più comode e veloci tutta una serie di attività, ma per quanto riguarda anziani e persone con disabilità può veramente fare la differenza. Eppure, per ora, meno della metà di chi li possiede sfrutta tutte le loro potenzialità. Infatti, gli utenti utilizzano questi strumenti soprattutto per ascoltare musica o podcast (94%), consultare le previsioni meteo (73%), impostare allarmi o promemoria (58%) o fare domande divertenti (56%).

Ancora più efficienza, grazie all’Intelligenza Artificiale

L’Intelligenza Artificiale (AI) rappresenta un ulteriore passo in avanti per la domotica e a breve rivoluzionerà le nostre abitudini di vita.

L’AI infatti rende le tecnologie e i device per la smart home ancora ancora più efficienti grazie all'apprendimento automatico (machine learning) che consente di attivare determinate funzioni senza la necessità di impostazioni manuali. Questo succede perché i dispositivi, grazie al machine learning, imparano le nostre abitudini e si adattano automaticamente alle nostre preferenze.

Una domotica basata sull’Intelligenza Artificiale, ad esempio, può aiutare a ridurre i consumi, migliorando l’efficienza energetica. Pensiamo ad un termostato che impara da solo quando usciamo, quando torniamo e qual è la nostra temperatura preferita, e che di conseguenza si regola in base a queste informazioni. O a un impianto di illuminazione che si spegne da solo se, nell’uscire, ci siamo dimenticati le luci accese.

L’Intelligenza Artificiale cambierà anche il funzionamento dei sistemi di sicurezza. Grazie al riconoscimento facciale, ad esempio, il sistema potrà creare un catalogo delle persone che conosciamo, basandosi su un’analisi dei nostri contatti nei social media e sulle visite che abbiamo ricevuto. In questo modo sarà in grado di valutare in autonomia se è in atto una potenziale intrusione e richiedere assistenza, eliminando la necessità dell’intervento umano ed eventuali falsi allarmi.

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